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Dopo mesi di lavoro frenetico, la data dell’inaugurazione dell’Esposizione Internazionale di Milano era slittata di otto giorni per solidarietà verso la popolazione napoletana alle prese con l’eruzione del Vesuvio. A causa del maltempo poi, era stato deciso di aprire l’Expo in due tempi: sabato 28 aprile sarebbe stata inaugurata l’area espositiva del parco del Castello Sforzesco - chiamato poi Parco Sempione - e lunedì 30 aprile la Piazza d’Armi. 

Per l’inaugurazione del 28 aprile giunsero in treno da Napoli i sovrani Vittorio Emanuele III ed Elena. Il percorso che avrebbero dovuto compiere, da Palazzo Reale a Piazza Castello, si riempì già al mattino presto di una folla di curiosi. I più fortunati potevano osservare il corteo reale affacciati dai balconi o dalle finestre, da cui sventolavano le bandiere di ogni Paese. 

Alle ore 9.25 uno sparo di cannone avvisò che i Savoia avevano lasciato la reggia; seguirono altri 21 colpi. 

Il Corriere della Sera scriveva il 29 aprile che il re “è in bassa tenuta da generale”, mentre la regina “ha un abito mauve chiaro con cappello bianco guarnito di fiori e stola di ermellino”. 

Dopo una sosta all’entrata d’onore dell’Esposizione, i sovrani, accompagnati dal cardinale di Milano Andrea Ferrari - alla sua prima partecipazione assoluta a un evento civile, segno del riavvicinamento dei cattolici alla vita pubblica - e dalla principessa Letizia in toilette “gris–perle con stola di ciniglia e pizzo, cappello bianco con aigrette celeste”, si spostarono nel Salone dei Festeggiamenti, considerato uno dei padiglioni più belli dell’Esposizione: poteva contenere fino a 3.600 persone, 3.000 delle quali sedute, ed era sovrastato da una cupola, considerata ardita per l’epoca, che misurava 33 metri di altezza e 30 di diametro. 

Terminati i discorsi del sindaco di Milano Ettore Ponti, nominato marchese dal re durante la cerimonia, e del ministro all’Agricoltura, Industria e Commercio Edoardo Pantano, l’Esposizione Internazionale di Milano veniva ufficialmente aperta con il taglio del nastro da parte della regina. 

Quel giorno sarebbero stati “staccati” 3.200 biglietti di ingresso al sito espositivo, per un guadagno di 6.400 lire, da aggiungere a mezzo milione di lire frutto dei 28mila abbonamenti venduti precedentemente. 

Per Milano iniziavano così sei mesi di concerti, feste, giochi, lotterie, banchetti, gare di ogni genere – dal tiro al piccione a quelle tra automobili e palloni aerostatici – che trasformarono la manifestazione internazionale da austera a una festa colorata e diffusa in città. 

Tra gli eventi mondani più memorabili figura il ricevimento a casa Ponti, organizzato la sera di martedì primo maggio. La moglie del sindaco, Remiga Spitalieri, era stata nominata “dama di palazzo” dalla regina; in tal modo, secondo l’etichetta di corte, la sovrana poteva partecipare al ricevimento. 

In via Bigli e in via Manzoni si crea molto traffico quella sera, tra le carrozze e le automobili di centinaia di invitati e una folla di curiosi accorsa per l’occasione. 

Secondo il resoconto de Il Corriere della Sera Donna Remigia Ponti indossa “una superba toilette celeste con ricami d’argento e guarnizioni di pizzo, porta un diadema di brillanti e una collana di smeraldi”. Alla festa sono presenti “il corpo diplomatico e quello consolare, molti senatori e deputati, sindaci italiani ed esteri e loro rappresentanti; esercito, prefettura, magistratura, alta finanza”. 

All’appuntamento mondano non manca ovviamente la nobiltà milanese, “rappresentata coi nomi più belli e più noti; e vi sono infine notabilità nel campo dell’arte, della letteratura”. 

I sovrani arrivano verso le ore 22, scortati dai corazzieri. Il re “è venuto per la prima volta dacché è a Milano, vestito in abito borghese”: indossa un frac con decorazioni. La regina, invece, porta una “toilette bianca con ricami d’argento, diadema di brillanti in testa, collana di perle e stella di brillanti con pendaglio”, mentre la principessa Letizia è “in celeste con diadema e collana di brillanti”. 

I sovrani si trattengono circa un’ora a casa Ponti. Per loro viene allestita in un salotto la table à the: la tavola è coperta da una fine tovaglia traforata, adornata con orchidee e apparecchiata con prezioso vasellame Sèvres. 

Per concludere i festeggiamenti mondani legati all’inaugurazione dell’Esposizione Internazionale, la sera del 3 maggio venne organizzato un ballo di corte nel Salone delle Cariatidi di Palazzo Reale, riaperto per l’occasione dopo molti anni. 

Illuminato da migliaia di candele e lampade, la sala accoglie centinai di invitati che arrivano verso le ore 21. 

Un’ora più tardi faranno il loro ingresso i sovrani, seguiti dalla corte. La regina Elena indossa “una splendida toilette in tulle rosa pallido con ricami d’argento, diadema e collana di grossi smeraldi e brillanti, e un’altra collana di perle”, mentre la principessa Letizia è “in celeste con mazzi di viole ricamati e guarnizioni d’argento” e porta “un superbo diadema di perle e brillanti e al collo un collier pure di perle e brillanti”. Il re indossa invece “la grande uniforme da generale con decorazioni”. 

Dopo l’arrivo dei Savoia, parte la quadriglia, seguita dal valzer, ma nessuno ha voglia di ballare; gli occhi di tutti i presenti sono puntati verso la famiglia reale. Solamente dopo il ritiro dei sovrani, accompagnato dalla marcia reale, si può finalmente pensare al buffet e alle danze. 

Il cronista del Corriere concludeva il suo pezzo scrivendo: “Ci passarono allora dinanzi agli occhi le dame più elette nell’aristocrazia del blasone, dell’intelletto e del censo. In fugace visione ammirammo la più fulgida beltà, lo sfarzo e l’armonia degli abbigliamenti, la ricchezza dei gioielli, e avremmo voluto fissare qualche nome, ma erano tante che ogni sforzo fu vano”. 

 

Fonti:

Patrizia Caccia, Milano, 28 aprile 1906: che la festa abbia inizio!, in Milano e l'Esposizione internazionale del 1906. La rappresentazione della modernità, a cura di P. Audenino, M. L.Betri, A. Gigli Marchetti, C. G. Lacaita, Franco Angeli, 2008.

Maria Teresa Donati, Feste e ricevimenti d’epoca, in Milano verso il Sempione. La città di Napoleone e della Belle Epoque. Viaggio nella storia dell’arte e nel paesaggio, a cura di Roberta Cordani, Milano, Celip, 2006.   

E. A. Marescotti e Ed. Ximenes, Milano e l’Esposizione Internazionale del Sempione, 1906: cronaca illustrata dell’esposizione, Milano, Fratelli Trevis Tip. Edit., 1906, n.14.

 

I sovrani d'Italia inaugurano l'Esposizione Internazionale di Milano del 1906.                          

 

 

Il Salone dei Festeggiamenti visto dall'esterno il giorno dell'inaugurazione dell'Esposizione. 

 L'interno del Salone dei Festeggiamenti. 

 

 

Il Salone delle Cariatidi di Palazzo Reale nel suo originario splendore. 

 

07/04/14
Categoria: Impresa e Istituzioni

Tipologia: Milano Provincia