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Tessile e calzature: le nuove norme sull’etichettatura

Responsabilità diretta a fabbricanti, importatori e distributori di informare i consumatori sulla composizione dei prodotti: sanzioni da 1.500 a 20 mila euro (e da 200 a 1.000 euro per la non corretta informazione sul significato della simbologia adottata nelle etichette delle calzature)

E’ in vigore (dal 4 gennaio) la nuova disciplina sanzionatoria per l’etichettatura delle calzature e dei componenti tessili. La norma attribuisce a chi effettivamente etichetta i prodotti (fabbricanti, importatori e distributori) la responsabilità diretta – in caso d’omissione sono previste sanzioni da 1.500 a 20 mila euro - di informare i consumatori sulle corrette indicazioni relative alla composizione dei prodotti sul mercato.

Il decreto legislativo 190 del 15 novembre 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 20 dicembre 2017, costituisce il risultato concreto dell’impegno di Confcommercio con Federazione Moda Italia: le multe, infatti, venivano elevate soltanto ai commercianti che, spesso, non esercitavano il diritto di rivalsa nei confronti del fornitore anche per la presenza di esplicite clausole contrattuali a loro sfavore.

Il distributore che immette sul mercato le calzature senza avere informato correttamente il consumatore del significato della simbologia adottata sull’etichetta è soggetto a una sanzione amministrativa  da 200 a 1.000 euro (da Federazione Moda Italia – FederModaMilano è stata predisposta un’apposita cartellonistica per gli operatori commerciali. Info: 0276015507).

Ricordiamo, inoltre, che il decreto legislativo introduce l’assegnazione alle autorità di vigilanza (Camera di Commercio, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) di un termine di 60 giorni per regolarizzare le etichette o ritirare i prodotti dal mercato (in caso di inottemperanza si applica una sanzione amministrativa da 3 a 20mila euro).

05/02/18
Categoria: Area media

Tipologia: Scenario nazionale

 
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