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Il Rapporto Milano Produttiva 2018 della Camera di Commercio

Milano motore dell'economia italiana: in crescita tutti gli indicatori: imprese, ricchezza, export, lavoro - Bene Monza, soprattutto imprese, valore aggiunto e lavoro - A Lodi positivi lavoro ed export

Milano, Monza e la Brianza, Lodi: continuano a crescere gli indicatori dell’economia, secondo il rapporto annuale “Milano Produttiva”, a cura del Servizio Studi Statistica e Programmazione della Camera di Commercio, giunto alla 28° edizione“Il rapporto annuale “Milano Produttiva”, che quest'anno si arricchisce anche dei dati su Monza Brianza e Lodi, sottolinea la ripresa economica di un territorio caratterizzato da un tessuto produttivo e imprenditoriale in crescita rispetto alla media nazionale" spiega Elena Vasco segretario generale della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi. I segnali positivi arrivano dall'incremento del PIL, dalle performance del commercio internazionale, che continua a rappresentare un fattore determinante e dal mercato del lavoro.

I numeri di Milano. Il capoluogo conferma la sua centralità nel Paese con un tasso di crescita delle imprese del +1,5% (dato doppio rispetto al tasso nazionale,+0,8%, e lombardo,+0,6%), il primato nazionale delle esportazioni (41 miliardi, 9,2% italiano), l’alta densità imprenditoriale (190 imprese ogni km2 contro le 34 della Lombardia), il peso delle società di capitali (40% delle attive, dieci punti in più della Lombardia e quasi venti in più dell’Italia), delle imprese partecipate all’estero (16,3% nazionale) e di quelle a partecipazione estera presenti in Italia (32,4%). Crescono le imprese attive, +1,2%, raggiungendo quota 300mila, trainate dalle società di capitali (+3,1%), dal settore terziario (+1,9%), dalle imprese straniere (+4,2%) e femminili (+1,3%) In crescita anche artigianato (+0,8%), addetti (+9,1%) ed export (+7,7%). Positivi gli indicatori del mercato del lavoro, cresce l’occupazione del 2% trainata dalle donne (+2,6% le occupate italiane e +4,4% quelle immigrate) e da alberghi e ristoranti (+3,6%). Il tasso di occupazione sale al 69,5%, oltre dieci punti in più rispetto al tasso italiano (58%) mentre calano le persone in cerca di occupazione (-12%) e il tasso di disoccupazione scende al 6,5% contro l’11,2% italiano. Bene anche il trend che riguarda i giovani con età compresa tra 15 e 29 anni, scende ancora il tasso di disoccupazione giovanile:16,8% (era il 18,6% un anno fa, il 22% due anni prima), a quasi dieci punti di differenza dall’Italia (26,7%). Crescono il valore aggiunto prodotto dalla città metropolitana, +1,8%, e il reddito disponibile delle famiglie (+2,3% in termini complessivi, da 33,8 a 34,4 mila euro pro capite).

I numeri di Monza Brianza. A fine anno il sistema imprenditoriale registra 64 mila imprese attive, con un saldo positivo di 411 unità, e un tasso di crescita dello 0,6%. Le società di capitali sono il 26,9%, le imprese giovani pesano il 9%, quelle straniere il 10,1% (+4,4%). Crescono soprattutto il terziario, +1,6%, le imprese femminili (+0,9%) e l’export (+10,9% raggiungendo i 10,1 miliardi per un mercato principalmente europeo). L’apertura internazionale del territorio conta anche su 770 imprese partecipate all’estero con 57 mila dipendenti e un fatturato di circa 17 miliardi e 431 imprese a partecipazione estera che danno lavoro a 49 mila dipendenti e producono un fatturato di 18 miliardi. Bene gli indicatori del lavoro, crescono addetti delle imprese (+1,7%) e gli occupati sul territorio (+2,6%) trainati dalle donne (+4,5%) e dagli autoctoni (+3,3%). Diminuiscono le persone in cerca di occupazione e il tasso di disoccupazione scende dal 7,4% al 7,1% con quello giovanile che passa dal 19,5% al 16,3%. Cresce il valore aggiunto, +1,6 %.

I numeri di Lodi. Il Lodigiano registra 14.593 imprese attive a fine anno ma vede un lieve rallentamento del tasso di crescita (-0,6%). Un sistema imprenditoriale basato sulle piccole imprese (58,8% sono individuali, le società di capitali sono il 19,8% ) che vede crescere imprese straniere (+1,4%) ed export, +11,9% per complessivi 3,1 miliardi. Indicatori ambivalenti per il mercato del lavoro, in leggero aumento gli addetti delle imprese (+0,9%) ma calano gli occupati sul territorio (-1,6%) dopo quattro anni di risultati positivi, sia nella componente maschile che femminile, e i tempi indeterminati ma cresce l’occupazione nell’industria grazie alle costruzioni, cala il tasso di disoccupazione (dal 7,4% al 7%) soprattutto quella giovanile (dal 21,1% al 16%) e diminuiscono i NEET (giovani di 15-29 anni che non studiano, non lavorano e non fanno formazione), da 6.200 a 6.000 circa. Cresce il valore aggiunto, +1,5%.

Previsioni positive per i territori di Milano Monza Brianza Lodi anche per il periodo 2018 – 2020: dalla crescita media, +1,4%, al mercato del lavoro (tasso di disoccupazione previsto entro il 2020 al 6%), al reddito disponibile (+2,5% e un reddito familiare di 32.100 euro a fine 2020).



Rapporto Milano produttiva 2018 – sintesi dei risultati

LA DINAMICA CONGIUNTURALE

L’area di Milano, Monza Brianza e Lodi ha regi­strato nel 2017 una crescita dell’1,8% del valore aggiunto (misura della ricchezza prodotta a livello territoriale) superiore al pil di Lombardia e Italia (rispettiva­mente +1,7% e +1,5%). Il contributo più rilevante è stato ottenuto dalla provincia di Milano (+1,8%; 84% della ricchezza prodotta dall’area), seguito da Lodi e Mon­za Brianza (rispettivamente +1,6% e +1,5%). I contributi dei settori hanno evi­denziato una crescita sostenuta dell’industria (+3%) e più contenuta dei servizi (+1,6%); sono aumentati inoltre i redditi a disposizione delle famiglie (+2,3%, con 29.900 euro pro capite a fine 2017), mentre la disoccupazione è calata al 6,7%. Nel triennio 2018-2020, l’outlook registrerà un rallentamento (+1,4% in me­dia) e si avvantaggerà sia dell’apporto dell’industria (+2,6%) che di quello dei servizi (+1,2%). Il reddito disponibile delle famiglie conferma il trend positivo (+2,5% la crescita complessiva; 32.100 euro pro capite a fine 2020), mentre la decelerazione della disoccupazione (6% a fine 2020) si declinerà anche attra­verso un aumento dell’occupazione (+0,7%).

Relativamente ai settori economici, nel 2017 nell’area di Milano, Monza e Lodi si è registrata una buona affermazione per l’industria sia in relazione alla pro­duzione industriale (+2,8%) sia nei confronti del fatturato e degli ordini (ri­spettivamente +4,8% e +6,1%). Per l’artigianato l’aumento della produzione nell’area (+1,3%) si è accompagnato a un incremento limitato di fatturato (+1,6%) e ordini (+1,3%). Per quanto concerne i servizi e il commercio, l’incidenza strutturale dell’area milanese su entrambi i settori ne condiziona la dinamica complessiva. In par­ticolare, per i servizi il fatturato si è incrementato in misura rilevante sia a Milano (+3%) sia a Monza Brianza (+3,5%), mentre più modesto è stato l’ap­porto di Lodi (+1,7%). Relativamente al commercio, la dinamica si è palesata negativamente sia a Milano (-0,1%) sia a Lodi (-0,4%), mentre è stata positiva nell’area monzese (+1,7%), in particolare l’aumento contenuto del fatturato della grande distribuzione organizzata (+2%) ha subìto la debolezza del siste­ma distributivo di Lodi (+1,3%), scarsamente compensato dalla dinamica rile­vata nell’area di Milano e di Monza Brianza (+2,1%).

LE IMPRESE NEL 2017. STRUTTURA E ANDAMENTO DEMOGRAFICO

Il territorio della nuova Camera di Commercio di Milano Mon­za Brianza Lodi ha riportato un saldo attivo di 5.773 unità, con un tasso di crescita dell’1,2%. Al suo interno, Milano si conferma area a elevato tasso di imprendi­torialità: 5.464 unità il differenziale tra iscrizioni e cancellazioni; +1,5% il tasso di crescita, decisamente superiore al nazionale (+0,8%) e al lombardo, fermo allo 0,6%. Anche Monza e la Brianza registrano un saldo demografico positivo (411 unità; +0,6% il tasso di crescita), mentre si pone in area negativa Lodi (-102 il saldo; -0,6%).

La Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi a fine 2017 conta 378.393 imprese attive, il 7,3% del totale nazionale – un dato che la pone al primo posto nel Paese per numero di attive – e ben il 46,4% del regionale. La parte del leone nell’area aggregata la fa la città metropolitana di Milano, dove è localizzato l’80% circa delle attive (299.881 unità)  mentre sono più contenuti i numeri di Monza Brianza (63.919) e di Lodi (14.593).

La performance migliore nell’anno è stata quella di Milano, che ha riportato un incremento dello stock delle attive pari all’1,2%, meno  Monza Brianza (+0,3%), mentre si colloca in terreno negativo Lodi, che vede diminuire il numero di imprese attive dell’1% (-147 unità in valori assoluti). Il contributo più importante alla crescita del sistema imprenditoriale locale anche nel 2017 è venuto dal terziario, l’unico settore che vede accrescersi il numero di imprese attive in tutti e tre i territori della Camera di Commercio, seppur con valori diversi (Milano +1,9%; Monza Brianza +1,6%; Lodi +0,2%). Il commercio invece tiene solo a Milano (+0,3%), dove performano bene anche le costruzioni (+0,8%), comparti questi che invece subiscono una lieve flessione in Brianza (il commercio -0,1%; l’edilizia -0,4%), ma una netta battuta d’arre­sto a Lodi (rispettivamente -1,7% e -2,2%). Il manifatturiero rallenta ma meno a Milano (-0,2%) rispetto alle altre due province, tradizionalmente più votate all’industria (Lodi -0,5%; Monza Brianza -1,4%).

Le imprese artigiane hanno esibito una buona performance a Milano (+0,8% la variazione delle attive), che rimane la meno artigiana delle province lom­barde, a fronte di una flessione generalizzata che ha interessato il resto della regione (a cui sfugge anche Monza, che riporta un +0,1%; Lodi -1,6%) e il Paese. Continuano, infine, le buone performance delle imprese straniere, che crescono più della media del sistema in tutte e tre le province, e di quelle femminili, mentre appaiono in affanno le giovanili.

LE GEOGRAFIE DELL’INTERSCAMBIO ESTERO

L’export italiano vale quasi 450 miliardi di euro, più della metà del quale (53,9%) si concentra in tre sole regioni (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna). La Lombardia è sempre la regione-traino delle esportazioni italiane (26,9% del totale); dei 120 miliardi di euro di merci esportate dalla Lombardia nel 2017, quasi la metà (54 miliardi) proviene dall’area milanese allargata. Milano da sola vale circa 41 miliardi di export, il 9,2% del totale nazionale; 10,1 miliardi provengono dalla Brianza e 3,1 da Lodi. Oltre ai numeri assolu­ti estremamente importanti (Milano si conferma la prima provincia italiana per volume di esportazioni), la dinamica è migliore di quella italiana: nel 2017 l’export milanese cresce del +7,7%, quello monzese del +10,9% e quello lodi­giano del +11,9%, per un dato complessivo delle tre province pari al +8,5%. Positivi quasi tutti i macrocomparti manifatturieri, la sola eccezione è il set­tore del legno e carta (-0,6%). Circa un terzo dell’export italiano di prodotti elettronici parte dall’area milanese allargata, in crescita del 7% annuo; Milano, Monza Brianza e Lodi rappresentano invece circa un quinto dell’export italiano di prodotti chimici e di prodotti farmaceutici, altri due comparti in forte cre­scita. Contribuiscono alla crescita anche i comparti dei macchinari (+7,8%) e dell’abbigliamento (+5,9%). Anche per quanto riguarda l’import, che è circa un quinto del totale italiano, si registra un importante incremento (+6,2%).

La capacità di raggiungere i mercati più lontani è un’altra caratteristica pecu­liare dell’export dell’area milanese. Circa un terzo delle esportazioni italiane viaggia al di fuori dell’Europa; la stessa percentuale scende al 41,7% per Mi­lano, Monza e Lodi, con differenze però rilevanti tra i tre territori: a Milano il rapporto tra Europa e resto del mondo è quasi in parità, mentre a Monza l’Eu­ropa rappresenta ancora il 68% dell’export, vicino alla media italiana, le espor­tazioni lodigiane infine raggiungono per il 90% Paesi del Vecchio Continente. L’Europa rimane in ogni caso fondamentale per la dinamica di crescita (+9,1%), anche nonostante il limitato contributo offerto dai due mercati più importanti, Germania (+0,4%) e Francia (+1,8%). Un apporto alla crescita ancora maggiore arriva dal continente americano (+11,4%); gli Stati Uniti sono il primo Paese per export, poco più di cinque miliardi di euro nel 2017, e allo stesso tempo uno dei mercati maggiormente in crescita (+15,4%). Diminuisce rispetto al recente passato la dinamica dei mercati asiatici, che rimane comunque estremamente positiva (+6%), con un importante contributo che arriva dalla Cina (+9,1%).

LINTERNAZIONALIZZAZIONE TRAMITE INVESTIMENTI DIRETTI ESTERI

Sul fronte dell’internazionalizzazione attiva, le imprese partecipate all’este­ro dalle imprese lombarde rappresentano il 32,7% di tutte le imprese estere partecipate da imprese italiane e tale quota sale al 33,3% con riferimento al numero di addetti. Il peso della regione cresce ulteriormente sul lato dell’in­ternazionalizzazione passiva: la Lombardia ospita il 45,5% di tutte le imprese italiane a partecipazione estera. In particolare, all’inizio del 2017 le imprese estere partecipate da imprese lombarde erano 11.504, con quasi 543mila dipendenti e un fatturato di 136,3 miliardi di euro, mentre quelle con sede nelle province di Milano, Monza Brian­za e Lodi erano 6.609, con un’occupazione di oltre 348.500 dipendenti e un fatturato di 86,1 miliardi di euro. Sul versante degli investimenti dall’estero, all’inizio del 2017 erano attive in Lombardia 5.930 imprese partecipate da IMN estere, con 596.721 dipendenti e un giro d’affari di 264,9 miliardi di euro, mentre nelle province di Milano, Monza Brianza e Lodi la loro presenza era di 4.693 unità, con circa 483.200 dipendenti e un giro d’affari di 227,1 miliardi di euro.

La ripartizione settoriale delle partecipazioni all’estero nelle province di Milano, Monza Brianza e Lodi, conferma la preminenza dell’industria manifatturiera e del commercio all’ingrosso (che rappresentano congiuntamente oltre il 57% di tutte le imprese partecipate all’estero e oltre il 62% dei relativi dipendenti) ed evidenzia, sempre nelle stesse aree, una specializzazione nei settori manifat­turieri a medio-alta e alta intensità tecnologica (farmaceutica, chimica fine, strumentazione, meccanica, prodotti elettrici, elettronici e ottici) e nell’editoria.

Per quanto concerne la struttura geografica delle attività partecipate all’e­stero, l’incidenza delle iniziative nei Paesi dell’Europa Centro-Orientale e in Africa Settentrionale appare inferiore alla media nazionale, mentre superiori alla media risultano il peso dei Paesi ue-15, degli ‘altri Paesi europei’ e del Nord America. Si registra inoltre una forte specializzazione dell’area vasta milanese e della Lombardia verso il Medio Oriente. Con riferimento alle partecipazioni estere e alla loro distribuzione settoriale, tra l’inizio del decennio e l’inizio del 2017, il numero dei dipendenti nelle province di Milano, Monza Brianza e Lodi è calato poco meno di 10mila unità, calo più che compensato dalla crescita registrata nelle attività commerciali e terziarie, anche se il comparto manifatturiero mantiene comunque un rilievo non trascurabile, nei settori a più elevata intensità tecnologica quali la farmaceutica, la chimica fine, l'elettronica e strumentazione, la meccanica ed elettromeccanica strumentale. Riguardo all’origine geografica delle partecipazioni estere, l’area vasta mila­nese e la Lombardia continuano a caratterizzarsi per una netta predominanza delle IMN che originano dalle aree maggiormente industrializzate (Europa oc­cidentale, Nord America e Giappone) e per il minor peso delle partecipazioni provenienti dai Paesi dell’Europa Centro-Orientale. Merita di essere segnalata, inoltre, la forte crescita degli investimenti cinesi: tra l’inizio del 2009 e l’inizio del 2017 il numero di imprese lombarde partecipate da investitori del Dragone è più che triplicato, passando da quaranta a 128 uni­tà, mentre il numero dei loro dipendenti è cresciuto da 785 a quasi 6.300 unità.

LE START UP INNOVATIVE ‘DENTRO E FUORI’ DAL REGISTRO

Oltre 8mila le start up innovative operanti nel Paese, di cui il 17% localizzato nei territori aggregati di Milano, Monza Brianza e Lodi; un’area che, nettamente trainata dal capoluogo lombardo, si conferma capitale italiana delle imprese tecnologiche a elevato tasso di innovazione. Un risultato a cui si è prevenuti registrando ogni anno incrementi decisamente superiori a quelli riportati dalla media delle imprese: dal 2013 a oggi, a livello nazionale, il loro numero si è infatti quintuplicato e a Milano sestuplicato. Le start up milanesi (con Monza Brianza e Lodi) operano principalmente nel terziario avanzato: una su due si occupa di informatica, di produzione di software e di servizi ICT; rilevante anche la quota delle imprese che ha come attività prevalente la ricerca scientifica e lo sviluppo.

IL LAVORO CHE RIPARTE

Il buon andamento del mercato del lavoro nazionale si è riflesso anche a livel­lo locale nei territori di Milano, Monza Brianza e Lodi, sebbene con intensità diverse. Milano, in particolare, ha proseguito nel solco positivo e ha registrato un nuovo incremento dell’occupazione (+2%), che ha raggiunto quota 1,461 milioni. Decisivo l’apporto delle donne (+2,9%), così come significativo quello degli stranieri (+3%). Meglio di Milano ha fatto la provincia di Monza Brianza, che ha visto aumentare gli occupati del 2,6% e invertito un trend negativo che l’aveva vista perdere posti consecutivamente per tre anni. In controtendenza la provincia di Lodi, che infatti ha subìto un calo dei lavoratori (-1,6%), dopo quattro anni di risultati positivi. Il tasso di occupazione è aumentato a Milano di più di un punto nell’anno, portandosi a 69,5%, valore più alto di quello di Monza Brianza (67%) e di Lodi (66,3%) e superiore di oltre dieci punti rispetto al nazionale (58%).

Dal punto di vista settoriale, nelle tre province si possono osservare andamenti divergenti: il terziario, rilevante per quota di occupati in tutti i territori conside­rati, ha registrato una crescita a Milano (+1,6%) e, più intensa, a Monza Brianza (+7%), mentre a Lodi si è contratto (-3,5%), influenzando negativamente il totale generale. L’industria in senso stretto è cresciuta, e di poco, solo a Milano (+0,6%), mentre ha perso posti a Lodi (-1,8%) e più pesantemente a Monza (-7,7%); infine, le costruzioni, dopo anni di dura difficoltà, hanno mostrato un incremento degli occupati in tutte e tre le province.

Sul fronte della disoccupazione, le persone in cerca di occupazione a Milano sono calate del 12%, un dato in linea con quello lombardo (-12,8%); in numeri assoluti, parliamo di 14mila disoccupati in meno rispetto all’anno precedente (-44mila in Lombar­dia). Lodi si è messa in scia a Milano, riportando un calo sostenuto della di­soccupazione (-7,6%), mentre Monza si è presentata meno brillante da questo punto di vista, con una contrazione più contenuta (-1,6%). Il tasso di disoccupazione si è ridotto di un punto percentuale a Milano (6,5%), in linea con quello lombardo (6,4%) e decisamente migliore del nazionale (11,2%) e anche, seppure di solo mezzo punto, di quelli di Monza e Lodi (rispettivamente 7,1% e 7%).

Infine, per quanto riguarda i giovani under 30, i dati mostrano dei tassi di disoccu­pazione ancora molto alti rispetto a quelli medi, con il picco toccato a livello nazio­nale (26,7%). Nella regione Lombardia la situazione è decisamente migliore, con il tasso inferiore di oltre dieci punti (15,2%), mentre a Milano si sale al 16,8%; pres­soché simili i dati della Brianza e del Lodigiano (rispettivamente 16,3% e 16%). Ciò detto, il trend rispetto al 2016 è stato positivo, con una diminuzione dei tassi di disoccupazione che ha interessato tutti i territori considerati.

 

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17/07/18
Categoria: Area media

Tipologia: Camera Commercio

 
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