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Come il Tar Milano (legalnews n. 5/2014) anche il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 6116/2018, non ha ritenuto meritevole di accoglimento le censure di illegittimità mosse contro la Delibera di Giunta n. 1193/2013 della Regione Lombardia recante le disposizioni in materia di procedure di apertura e modificazione delle grandi strutture di vendita.

 

Tra le censure mosse e respinte: l’incompetenza regionale, la supposta abrogazione della L.r. n.6/2010 posta a fondamento della deliberazione, la violazione del principio del non aggravamento del procedimento, la disparità di trattamento tra esercizi di vicinate e medie e grandi strutture di vendita.

 

A tal proposito il Consiglio di Stato, ha ribadito quanto già sostenuto dal Tar circa la legittimità della disciplina regonale nonché evidenziato, tra l'altro, che la deliberazione ha come proprio ambito il commercio, rientrante tra le materie di competenza residuale, e dunque, riservata alle Regioni.

 

Del resto, ha continuato il Consiglio di Stato, il decreto legislativo di recepimento della direttiva Bolkenstein “ha sancito la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali (anche di medie e grandi dimensioni), pur consentendo ampie previsioni derogatorie, espressione di una programmazione non economica, nel rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza”.

 

I Giudici amministrativi d’appello, inoltre, nel ritenere infondata la supposta abrogazione della L.r. 6/2010, hanno sostenuto che “il principio della concorrenza non è sottratto a qualsivoglia limitazione, dovendo essere applicato e coordinato con la tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente, incluso l’ambiente urbano e dei beni culturali; ….valori che devono essere coordinati tra loro, onde assicurare il corretto ed ordinato sviluppo economico e sociale della collettività in generale e dei cittadini singolarmente, trattandosi all’evidenza di principi che non si trovano in una condizione di reciproca esclusione”.

 

In chiusura, il Consiglio di Stato ha evidenziato che “non può ipotizzarsi una disparità di trattamento al di fuori di situazioni analoghe, omogenee, e certamente non è analoga la situazione dell’esercizio di vicinato e della grande struttura di vendita”.  

 

Sia la sentenza del 2014 del Tar Milano, sia questa del Consiglio di Stato, sono consultabili presso la Segreteria della Direzione Affari Legali e Legislazione d’Impresa.

19/11/18
Categoria: Supporto fiscale e legale

Tipologia: Scenario nazionale