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Le storia delle paralimpiadi invernali inizia ufficialmente nel 1976 a Örnsköldsvik, in Svezia, dove si svolse la prima edizione dei giochi paralimpici sulla neve. Tuttavia, per conoscere l’origine della manifestazione (nella versione estiva) dobbiamo tornare indietro di circa trent’anni.

Nel 1948 il neurochirurgo tedesco naturalizzato inglese Ludwig Guttmann, direttore del centro lesioni spinali di Stoke Mandeville in Inghilterra, organizzò una competizione sportiva per i veterani della Seconda guerra mondiale con danni alla colonna vertebrale. La manifestazione, che inizialmente prese il nome dalla città in cui venne ospitata (Stoke Mandeville Games appunto) si svolse il 29 luglio 1948, durante la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Londra. Vi presero parte quattordici uomini e due donne, tutti inglesi, che si confrontarono nella disciplina del tiro con l’arco. Alcuni anni più tardi, nel 1952, anche atleti olandesi parteciparono ai Giochi di Stoke Mandeville, dandogli un carattere internazionale.

Nel 1958 il medico italiano Antonio Maglio, direttore del centro paraplegici dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, propose di spostare l'edizione del 1960 a Roma, che nello stesso anno avrebbe ospitato la XVII Olimpiade. La competizione si svolse alla presenza di 377 atleti in rappresentanza di 22 Paesi e segnò l'avvio del percorso che avrebbe condotto alla nascita delle Paraliampiadi nella forma attuale. Infatti, l’edizione del 1960 di Roma dei Giochi Internazionali di Stoke Mandeville sarà successivamente riconosciuta come la prima edizione dei Giochi Paralimpici estivi.

Le prime Paralimpiadi invernali si tennero invece nel 1976 in Svezia, anno in cui per la prima volta si permise la partecipazione ai Giochi anche ad atleti con altre menomazioni, non solamente a quelli in sedia a rotelle. La competizione si svolse dal 21 al 28 febbraio a Örnsköldsvik e parteciparono oltre 250 atleti in rappresentanza di 16 nazioni. Il programma olimpico prevedeva 2 discipline di gara per amputati e ipovedenti: lo sci alpino e lo sci nordico. La Germania Ovest si posizionò al primo posto del medagliere con 28 medaglie in totale. L’Italia non fu presente in questa edizione.  

Nel 1984 per la prima volta venne aggiunta la discesa libera al programma delle olimpiadi; nel 1994 a Lillehammer toccò al supergigante; la categoria “seduti” fu invece inserita nelle gare da medaglia a Nagano 1998.

Le Paralimpiadi invernali (ed estive) comprendono oggi 6 categorie di disabilità che permettono la partecipazione alle competizioni: amputati, paralisi cerebrale, disabilità intellettiva, sedia a rotelle, ipovedenti e les autres (atleti con disabilità fisica che non appartengono strettamente alle cinque categorie precedenti). Gli atleti devono poi essere suddivisi in base al livello di disabilità. Sono 6 gli sport paralimpici invernali riconosciuti dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP): Sci alpino paralimpico, Biathlon paralimpico, Sci di fondo paralimpico, Hockey su slittino, Curling in carrozzina e Snowboard paralimpico. Inoltre, si sta prendendo in considerazione l’introduzione del Para Bob nelle prossime Paralimpiadi, specialmente per l’edizione di Milano Cortina 2026. La decisione verrà presa nel corso del 2021.

Scopri QUI il programma provvisorio delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026

08/06/21
Categoria: Impresa e Istituzioni

Tipologia: Milano Provincia

 
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