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Rischi specifici nelle aziende dei servizi
mente utilizzati per spegnere un focolaio
d’incendio sono sicuramente gli estintori: di
colore rosso, dotati di etichetta, che ne in-
dichi caratteristiche e istruzioni, e di cartel-
lino di verifica (obbligatoria una volta ogni
6 mesi), possono essere portatili (se il peso
non supera i 20 kg) o carrellati (hanno un
peso in genere superiore ai 30 kg), e sull’e-
tichetta riportano le classi (A, B, C, D) di
fuochi che è in grado di spegnere a seconda
del mezzo estinguente utilizzato. L’acqua è
sicuramente il più comune, poiché in gra-
do di raffreddare e separare il combustibile
dal comburente e dall’innesco; ovviamente
però non può essere utilizzato su impian-
ti elettrici in tensione. Benché sia efficace
per gli incendi di classe B a causa della sua
capacità di galleggiare sui liquidi, anche l’e-
stintore a schiuma, che spruzza una miscela
di aria e polvere o liquido schiumogeno, è
inadeguato per gli impianti elettrici in ten-
sione. Esistono anche estintori ad idrocar-
buri alogenati e a polvere, ma indubbiamen-
te uno dei più diffusi è l’estintore ad anidride
carbonica, che ha il vantaggio di esercitare
una doppia azione sul fuoco, raffreddamen-
to e soffocamento, e di poter essere utiliz-
zato anche su impianti elettrici in tensione,
non essendo la CO2 un conduttore di ener-
gia elettrica.
Tra le misure di protezione passiva (in cui
si annoverano anche la resistenza al fuoco